Caminetto in materia storica sul centenario del Trattato di Versailles e i suoi effetti

Presso la Sede dell’UPEL a Lauria Superiore nell’Oratorio Beato Domenico Lentini alle ore 17,00 del 18 marzo si è tenuto il Caminetto in materia storica sul centenario del Trattato di Versailles e i suoi effetti.

L’incontro tra Rotary Club di Lauria e Upel è stato particolarmente interessante grazie al prezioso intervento del prof. Crisostomo Dodero che ha sviscerato le cause e gli effetti del Trattato di Versailles di cui ricorre il centenario.

Come Presidente del Club ho avuto l’occasione di trattare e divulgare alcuni aspetti della filosofia rotariana e alcune importanti riflessioni del nostro fondatore in merito al patriottismo e alle ragioni che scatenano i conflitti armati tra le nazioni.

Paul Harris, il fondatore del Rotary International, nel suo libro “Questa epoca rotariana” edito nel 1935, scrive le proprie riflessioni sugli scopi e i princìpi del sodalizio che in quegli anni si apprestava a diventare una delle associazioni più diffuse in ambito internazionale.
Alcune sue considerazioni mi hanno molto colpito per la loro attualità e le voglio condividere con voi.
Parlando della Grande Guerra, Paul Harris scrive: “In un’epoca nella quale la civilizzazione aveva raggiunto altezze vertiginose, i granai erano ricolmi sino a scoppiare, i fusi dei telai lavoravano giorno e notte, le università e i college immettevano laureati nella corrente della vita produttiva, anche allora un seminatore di zizzania operava all’interno di redazioni giornalistiche, nelle sedi legislative, negli studi di ministri, poeti,
filosofi, nelle case di contadini, artigiani, operai, persino nelle prigioni e negli ospizi. Tutto avvenne in nome del patriottismo, ma il vero nome era la paura.
La paura, all’inizio sommessa ma in seguito incrementata dall’accoglienza favorevole, divenne arrogante. Il suo potere crebbe sino ad impadronirsi del comando di tutte le forze, civili e militari, alte e basse, buone e cattive. Ciò non avvenne solo in un paese ma in quasi tutti i paesi del mondo civilizzato.
Per un periodo di quattro anni le forze ai suoi ordini distrussero beni innumerevoli e milioni di vite umane, figli, nipoti, fratelli, padri.”.

E l’insegnamento che Paul Harris ci lascia in eredità è tanto semplice quanto efficace: “Si dovrebbe amare la propria patria facendo in modo da non crearle nemici né esporre i propri compatrioti al dileggio sostenendone la superiorità.”.

Attraverso questa nuova e moderna forma di patriottismo, “il Rotary spera di riuscire a trovare una via per contribuire alla promozione della comprensione e del bene fra le nazioni al fine di rendere meno frequente in futuro il ricorso alle armi.”.

E quindi soggiunge: “Più conosciamo i popoli e meno siamo portati a pensar male di loro. Niente può essere più insensato quanto alimentare l’ostilità attraverso la parola scritta o parlata. Il Rotary si sforza di incoraggiare l’usanza di un rispetto amichevole nelle relazioni internazionali.”.

 

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